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Gli Highlander del mare

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SqualoL’apneista ama il mare, lo rispetta, lo vive sincronizzandosi con esso, lo sente parte di sé e ne rimane affascinato ogni qualvolta lo osserva. Nei primi istanti dell’immersione, quando l’acqua entra a contatto con il volto del nuotatore, la fisiologia del corpo umano subisce dei cambiamenti, diviene il riflesso di immersione. Il cuore rallenta i battiti cardiaci e, unitamente ad altre variazioni, ci consente di ridurre il consumo di ossigeno durante un tuffo in apnea. Trattenere il fiato diventa un momento di pace e rilassamento: non si vorrebbe mai più uscire da quello stato di benessere che solo il mare e l’apnea riescono a trasmetterci. Ogni immersione in mare è un’immersione in un ambiente unico e straordinario; la curiosità ci porta, poi, ad osservare ogni dettaglio di quello che è un ecosistema perfetto, fatto di equilibri a volte inspiegabili come quelli di alcuni animali marini, definiti dai ricercatori “gli Highlander dei mari”.
Nelle profondità oceaniche dell’Artico vive la più longeva specie di squalo, lo Somniosus Microcephalus, più comunemente chiamato “squalo della Groenlandia”. Questo esemplare – differentemente dalle tartarughe delle Galapagos che vivono fino a 177 anni e dalla balena artica che vive fino a 211 anni – riesce a vivere fino ad oltre 4 secoli detenendo, così, il record di essere vivente vertebrato più longevo al mondo. La sensazionale scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori norvegesi, danesi e groenlandesi, guidati da Julius Nielsen, e successivamente pubblicata sulla rivista Science. Lo studio ha tenuto in considerazione i risultati di diverse analisi. Inizialmente i ricercatori hanno raccolto una parte della spina dorsale da uno di questi animali e, verificando l’assenza di anelli di crescita, utili per poter effettuare una stima della loro età, hanno successivamente fatto ricorso alla tecnica di datazione al radiocarbonio per misurarla. In particolare è stato analizzato il cristallino degli occhi di 28 esemplari di sesso femminile, giungendo così alla conclusione che la più anziana era nata ben 392 anni fa, prima di Luigi XIV (1638). Se si tiene in considerazione la straordinaria longevità di questo eccezionale animale marino, non è difficile immaginarsi che ogni fase della vita di questo squalo sia ampiamente posticipata rispetto a quella di altre specie più comuni; la maturità sessuale della femmina avviene infatti dopo circa 150 dalla sua nascita. Ad oggi non è ancora chiaro come questo abitante del mare riesca a vivere così a lungo: i biologi marini ritengono che l’ambiente acquatico così freddo, come quello degli abissi del Nord Atlantico, del Nord America nonché quello della Groenlandia, possa garantire a questi animali una bassa temperatura corporea e quindi un metabolismo più lento causando meno danni agli organi ed ai tessuti di questo animale. Nonostante lo squalo della Groenlandia, con i suoi 400 anni di vita, sia stato riconosciuto come il vertebrato più longevo del pianeta, non bisogna dimenticare che il record appartiene agli invertebrati e, più precisamente, alla vongola oceanica, la Arctica Islandica.  Uno studio eseguito su un esemplare pescato nel 2006 sulle coste islandesi ha dato prova che il bivalve avesse l’età di 507 anni.  Il fiore all’occhiello, ancora in fase di studio, sembra però appartenere a quella che è definita la medusa immortale, più precisamente la Turritopsis Nutricula. La straordinarietà di questo idrozoo sta nella sua capacità di riuscire ad invertire il ciclo vitale e quindi a ritornare ad uno stadio primordiale, forse rigenerandosi all’infinito. La sensazionale scoperta di questo processo, che potremmo definire di “rinascita”, si deve ad un gruppo di ricerca di biologi marini italiani tra i quali ricordiamo il professor Ferdinando Boero, docente di zoologia e biologia marina presso l’Università degli Studi di Lecce, e Stefano Piraino, dell’Istituto Talassografico CNR ”A. Cerruti” di Taranto. Il mare, già troppe volte minacciato dall’inquinamento e dalla “corsa” alla ricerca di giacimenti petroliferi, è in realtà una culla in perfetto equilibrio che ha visto la vita nascere, anzi, l’ha fatta nascere. 

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