{"id":1161,"date":"2015-12-13T15:28:25","date_gmt":"2015-12-13T14:28:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/?p=1161"},"modified":"2016-12-13T15:40:03","modified_gmt":"2016-12-13T14:40:03","slug":"homo-delphinus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freedivingbluedream.it\/?p=1161","title":{"rendered":"Homo Delphinus"},"content":{"rendered":"<p><strong>Omaggio a Jacques Mayol<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/mayoldelfino.gif\" rel=\"prettyPhoto\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-90 alignleft no-display appear\" src=\"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/mayoldelfino-300x245.gif\" alt=\"mayoldelfino\" width=\"300\" height=\"245\" \/><\/a>Jaques Mayol ha lasciato un segno profondo nel mondo dell\u2019apnea subacquea. Quella che proponeva era una concezione totale, che vedeva nel mare un ambiente di vita a cui aspirare. Grazie ad una sensibilit\u00e0 e ad una lungimiranza notevoli questo straordinario personaggio ha saputo coniugare in modo mirabile tecnica e filosofia, corpo e mente, riflessione su aspetti sportivi e antropologici dell\u2019immersione. Mayol \u00e8 stato innanzitutto un maestro di pensiero. Ha inaugurato un nuovo modo di concepire l\u2019immersione in apnea. La sua vera grandezza \u00e8 stata probabilmente quella di dare uno spessore culturale a questa disciplina: non si tratta solo di trattenere il fiato e scendere il pi\u00f9 a lungo (o a fondo) possibile. L\u2019obiettivo \u00e8 in ultima analisi un altro. Il senso della sua ricerca era la conoscenza, intesa in un senso molto ampio e, diremmo oggi, molto moderno.<\/p>\n<p>Interlocutore privilegiato e irrinunciabile in questo percorso era per Mayol il delfino animale con il quale sentiva un\u2019affinit\u00e0 profonda. In un\u2019epoca in cui il rapporto tra uomo e animali sembra potersi realizzare prevalentemente sotto il profilo del dominio e dello scontro, l\u2019intuizione dell\u2019apneista francese assume un significato particolare. Ed \u00e8 interessante notare come la ricerca scientifica di questi ultimi anni, in particolare la zooantropologia, stia evidenziando come il confronto con l\u2019alterit\u00e0 animale sia uno dei veicoli principali nella costruzione della cultura umana. Mayol ha intuito questo aspetto e ha saputo concepire un pensiero controcorrente. In effetti la nostra cultura ha prevalentemente definito uomo e animale come entit\u00e0 opposte e non dialoganti. In questi ultimi anni la scienza ha frantumato questa visione dimostrando come non solo come l\u2019uomo \u00e8 egli stesso un animale a tutti gli effetti, ma come lo sviluppo culturale-tecnico dell\u2019uomo necessita costantemente del confronto con l\u2019animale. Senza animale non si d\u00e0 nessuna cultura.<br \/>\nIl concetto dell\u2019uomo delfino proposto da Mayol viene, a distanza di anni, rivalutato e riconsiderato come una delle pi\u00f9 straordinarie intuizioni del pensiero umano di questi ultimi decenni.<br \/>\nUn pensiero sul quale vale senz\u2019altro la pena soffermarsi.<\/p>\n<p>Verso la fine degli anni cinquanta si ferm\u00f2 negli Stati Uniti dove lavor\u00f2 al Seaquarium di Miami, ove si innamor\u00f2 definitivamente di quelle straordinarie creature marine che sono i delfini. Dalle lunghe ore trascorse ad osservare gli adattamenti all\u2019acqua di questi mammiferi, Mayol cercava di trarre insegnamenti su come l\u2019uomo potesse diventare pi\u00f9 \u201cacquatico\u201d. Tranquillit\u00e0, lenti movimenti, controllo del proprio corpo, della respirazione, e anche del cuore, attraverso lo studio della disciplina dello Yoga, costituivano il credo fondamentale di quest\u2019uomo, da un punto di vista fisico tutt\u2019altro che eccezionale. Mayol non era un gigante, non aveva doti fisiche al di sopra della media, neppure la sua capacit\u00e0 polmonare era cos\u00ec ampia (circa 7 litri), eppure aveva la capacit\u00e0 di restare sott\u2019acqua per lungo tempo, manifestando una calma ed un autocontrollo pressoch\u00e9 assoluti.<\/p>\n<p><strong>La Teoria della Scimmia Acquatica<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/libro.jpg\" rel=\"prettyPhoto\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-91 alignleft no-display appear\" src=\"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/libro-228x300.jpg\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" srcset=\"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/libro-228x300.jpg 228w, http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/libro.jpg 345w\" alt=\"libro\" width=\"228\" height=\"300\" \/><\/a>Alcuni testi sono tratti dal libro \u201cL\u2019Uomo Delfino\u201d scritto da Jacques Mayol, in cui riporta gli studi degli studiosi Sir Alister Hardy e Elaine Morgan.<\/p>\n<p>Si tratta della cosiddetta teoria \u201cacquatica \u201d dell\u2019ascendenza dell\u2019Uomo, attraverso uno degli anelli mancanti della catena degli antenati. Questa teoria fu proposta per la prima volta da un eminente Biologo Marino, il professor Sir Alister Hardy, nella rivista \u201cThe New Scientist\u201d nel 1960, ed in seguito ripresa dalla sociologa americana Elaine Morgan.<br \/>\nSecondo Hardy e Morgan, uno dei nostri antenati sarebbe stato una grande scimmia del Miocene, della famiglia \u201cPROCONSUL\u201d, che prima di diventare terrestre avrebbe fatto un tirocinio di molti milioni di anni nell\u2019acqua.<br \/>\nQuesto animale, pi\u00f9 piccolo di un gorilla, viveva sui grandi alberi esistenti durante il Miocene, infatti il clima umido e le abbondanti piogge avevano fatto sviluppare una immensa foresta vergine. Ma durante il Pliocene si abbatt\u00e8 una tremenda siccit\u00e0 che dur\u00f2 12 milioni di anni.<br \/>\nLa maggior parte degli Antropoidi non sopravvisse eccetto:<\/p>\n<p>1) Quelli che resistettero in foreste isolate dai quali discendono i gibboni.<\/p>\n<p>2) Quellli che si adattarono alla vita fuori dalle foreste, come l\u2019australopithecus.<\/p>\n<p>3) Altri esemplari scoperi recentemente che sono senza dubbio i cugini pi\u00f9 diretti delll\u2019Homo Sapiens.<\/p>\n<p>4) I discendenti del Proconsul.<\/p>\n<p>Le siccit\u00e0 impiegarono 2 milioni di anni a spingere i Discendenti del proconsul in riva al mare, ma passarono altri 10 milioni di anni prima della fine del Pliocene.<br \/>\nDurante questo periodo si verificarono una serie di cambiamenti sbalordtivi.<\/p>\n<p><strong>Perdita della pelliccia e crescita dello strato sottocutaneo &#8211;\u00a0<\/strong>Questa scimmia conducendo una vita anfibia perse la pelliccia, ma non del tutto.<br \/>\nNe conserv\u00f2 un p\u00f2 sotto le ascelle, sulle parti genitali a protezione dai colpi e dalle abrasioni e sulla testa (la criniera aveva una funzione ben diversa dalla pelliccia, tanto pi\u00f9 che quessto animale passava la maggior parte del tempo in superficie).<br \/>\nPerch\u00e8 perse la pelliccia? Per la stessa ragione per la quale l\u2019hanno perduta tutti i mammiferi che sono ritornati completamente al mare dopo un soggiorno di diversi milioni di anni sulla terra: i Cetacei.<br \/>\nQuesti divenuti totalmente marini non hanno pi\u00f9 la pelliccia, ma invece uno strato di grasso sottocutaneo che l\u2019ha sostituita rispettando cos\u00ec, fra l\u2019altro le esigenze idrodinamiche del movimento in acqua.<br \/>\nCosa veramente straordinaria \u00e8 che l\u2019uomo non ha pi\u00f9 la pelliccia; ha, invece come i mammiferi marini uno strato di grasso sottocutaneo che lo protegge dal freddo dell\u2019acqua.<br \/>\nCosa ancora pi\u00f9 sorprendente: Tutte le grandi scimmie di oggi hanno la pelliccia , ma non lo strato di grasso sottocutaneo. I loro antenati non fanno parte del ramo proconsul.Continuando a parlare della pelliccia, i pochi peli che restano sul corpo degli uomini sono disposti in un modo molto diverso dalla pelliccia di una scimmia.<br \/>\nParticolare ancora pi\u00f9 notevole se si osserva la disposizione dei peli di un feto umano prima che li perda. Questi sono disposti nella stessa direzione delle linee che il movimento dell\u2019acqua creerebbe sul corpo.<\/p>\n<p><strong>Organi Genitali &#8211;\u00a0<\/strong>L\u2019uomo tra tutti i primati \u00e8 quello che possiede l\u2019organo sessuale proporzionalmente pi\u00f9 sviluppato. Handy e Morgan cercano di darcene una spiegazione che vale la pena di riassumere.<br \/>\nle femmine della scimmia acquatica avrebbero subito delle modificazioni morfologiche inevitabili, come l\u2019allungamento del corpo in posizione orizzontale, da cui la caduta verso l\u2019interno degli organi genitali.<br \/>\nIn effetti le femmine di primati di accoppiano da dietro e hanno organi genitali facilmente accessibili.<br \/>\nPer essere meglio protetti nell\u2019ambiente marino gli organi genitali della femmina cominciarono a ritirarsi e, nelle femmine non ancora sessualmente attive, a coprirsi di una membrana di protezione. Questa membrana \u00e8 l\u2019<i>imene<\/i>. Solo le femmine vergini dell\u2019HOMO SAPIENS possono vantarsi di averla, poich\u00e8 nessun primate ne \u00e8 in possesso.<br \/>\nDi conseguenza il membro sessuale del maschio assunse nuove proporzioni permettendo l\u2019accoppiamento frontale o laterale, che \u00e8 quello praticato da tutti i mammiferi marini.<\/p>\n<p><strong>Narici &#8211;\u00a0<\/strong>Tutti i primati hanno orifizi nasali diretti davanti a loro. Questo fatto fa si che non si possano immergere per pi\u00f9 di pochi metri poich\u00e9 non sono in grado di compensare la pressione.<\/p>\n<p><b>Mani e piedi &#8211;\u00a0<\/b>L\u2019uomo \u00e8 un primate, i primati comprendono tanto i lemuri che le scimmie, anche loro mammiferi unguicolati con encefalo complesso. Le scimmie hanno la faccia nuda, le mani e i piedi prensili che terminano con unghie.<br \/>\nLe grandi scimmie che si avvicinano di pi\u00f9 all\u2019uomo (scimpanz\u00e8, gorilla, gibboni) sono antropoisi. Come l\u2019uomo sono prive di coda. Per contro a differenza dell\u2019uomo, i loro piedi sono prensili.<br \/>\nCi\u00f2 tuttavia, non impedisce loro di camminare con i piedi, anche se, in effetti, questi piedi sembrano piuttosto mani.<br \/>\nOra, osservando i piedi umani o quelli di individui primitivi si pu\u00f2 constatare che essi non hanno pi\u00f9 nulla della mano.<br \/>\nAlcuni antropologi affermano che la forma dei piedi dell\u2019uomo si \u00e8 allungata in rapporto a quella degli antropoidi perch\u00e8 l\u2019uomo si \u00e8 evoluto verso una postura e un mondo bipede.<br \/>\nAltri antropologi, di una scuola pi\u00f9 moderna affermano invece che l\u2019Uomo \u00e8 sempre stato un bipede e che, in conseguenza di ci\u00f2 non si \u00e8 evoluto da una stazione quadrupede. Esso ha sempre avuto quindi le mani e i piedi!<br \/>\nLa situazione sembra confusa. Se la teoria della scimmia acquatica fosse giusta allora i famosi piedi dell\u2019Homo Sapiens potrebbero anche assomigliare a delle lunghe\u2026 pinne!<br \/>\nLa pelle alla base di ogni dito dei piedi, e che li separa, pu\u00f2 raggiungere presso certi individui, delle proporzioni che fanno veramente pensare ad un residuo di piccole pinne.<br \/>\nA tal punto che si potrebbe pensare che queste membrane siano state un tempo simili a quelle che costituiscono le zampe dei palmipedi.<br \/>\nNel 1926, Scrive Hardy, Basler esamin\u00f2 1000 scolari e not\u00f2 che il 9% dei ragazzi e il 6.5% delle ragazze avevano lo spazio tra il secondo e il terzo dito del piede nettamente palmato.<br \/>\nDopo aver letto queste righe ho subito controllato il mio secondo e terzo dito del piede e ho costatato che, effettivamente, essi sono in parte palmati. Provate un po\u2019 a controllare i vostri.<\/p>\n<p>Elaine Morgan si spinge pi\u00f9 lontano: L\u2019uomo \u00e8 incapace di allungare pi\u00f9 di 90 gradi il pollice e l\u2019indice delle manicontrariamente al gorilla per esempio.<br \/>\nNon \u00e8 una questione di articolazione oppure di ossatura, ma semplicemente di pelle. Questa pelle, questo residuo di pinna a cosa \u00e8 potuta servire? perch\u00e8 gli altri primati non mostrano questo segno di passato acquatico?<br \/>\nLa mano dell\u2019uomo \u00e8 molto efficace in acqua come una piccola pinna.<br \/>\nHardy afferma inoltre che l\u2019estrema sensibilit\u00e0 delle estremit\u00e0 delle dita pu\u00f2 supporsi dovuta all\u2019abitudine della scimmia acquatica, che sott\u2019acqua non ci vedeva bene, di cercare a tentoni il proprio pasto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sirena.jpeg\" rel=\"prettyPhoto\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-92 alignright no-display appear\" src=\"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sirena-194x300.jpeg\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" srcset=\"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sirena-194x300.jpeg 194w, http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sirena.jpeg 323w\" alt=\"sirena\" width=\"194\" height=\"300\" \/><\/a>Il sogno di Jacques Mayol era che l\u2019uomo, un giorno, potesse ricongiungersi con il mare che \u00e8 per esso come il liquido amniotico per un feto, rispettandolo ed imparando a viverlo. Se l\u2019uomo fin da piccolo fosse educato all\u2019apnea -afferma il campione- nel giro di 2-3 generazioni potrebbe tranquillamente raddoppiare le profondit\u00e0 e quadruplicare i tempi di apnea, e quindi in pochi anni tornare a nuotare con i delfini\u2026<\/p>\n<p><em>\u2026sai cosa bisogna fare per vivere nel mondo delle sirene? Devi scendere in fondo al mare, molto lontano, cos\u00ec lontano che il blu non esiste pi\u00f9, laddove il cielo non \u00e8 che un ricordo. E quando sei l\u00e0, nel silenzio, ti fermi, e se decidi che vuoi morire per loro e restare con loro per l\u2019eternit\u00e0, allora le sirene vengono verso di te, a giudicare l\u2019amore che gli offri. Se \u00e8 sincero, se \u00e8 puro, allora ti accoglieranno per sempre\u2026<\/em><\/p>\n<p><i>Jacques Mayol<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omaggio a Jacques Mayol Jaques Mayol ha lasciato un segno profondo nel mondo dell\u2019apnea subacquea. 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