{"id":1321,"date":"2016-03-08T15:26:14","date_gmt":"2016-03-08T14:26:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/?p=1321"},"modified":"2017-03-09T12:38:53","modified_gmt":"2017-03-09T11:38:53","slug":"gli-highlander-del-mare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/?p=1321","title":{"rendered":"Gli Highlander del mare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Highlander.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1322 alignleft\" src=\"http:\/\/www.freedivingbluedream.it\/public\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Highlander.jpg\" alt=\"Squalo\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a>L\u2019apneista ama il mare, lo rispetta, lo vive sincronizzandosi con esso, lo sente parte di s\u00e9 e ne rimane affascinato ogni qualvolta lo osserva. Nei primi istanti dell\u2019immersione, quando l\u2019acqua entra a contatto con il volto del nuotatore, la fisiologia del corpo umano subisce dei cambiamenti, diviene il riflesso di immersione. Il cuore rallenta i battiti cardiaci e, unitamente ad altre variazioni, ci consente di ridurre il consumo di ossigeno durante un tuffo in apnea. Trattenere il fiato diventa un momento di pace e rilassamento: non si vorrebbe mai pi\u00f9 uscire da quello stato di benessere che solo il mare e l\u2019apnea riescono a trasmetterci. Ogni immersione in mare \u00e8 un\u2019immersione in un ambiente unico e straordinario; la curiosit\u00e0 ci porta, poi, ad osservare ogni dettaglio di quello che \u00e8 un ecosistema perfetto, fatto di equilibri a volte inspiegabili come quelli di alcuni animali marini, definiti dai ricercatori \u201cgli Highlander dei mari\u201d.<br \/>\nNelle profondit\u00e0 oceaniche dell\u2019Artico vive la pi\u00f9 longeva specie di squalo, lo <em>Somniosus Microcephalus<\/em>, pi\u00f9 comunemente chiamato \u201csqualo della Groenlandia\u201d. Questo esemplare &#8211; differentemente dalle tartarughe delle Galapagos che vivono fino a 177 anni e dalla balena artica che vive fino a 211 anni &#8211; riesce a vivere fino ad oltre 4 secoli detenendo, cos\u00ec, il record di essere vivente vertebrato pi\u00f9 longevo al mondo. La sensazionale scoperta \u00e8 stata fatta da un gruppo di ricercatori norvegesi, danesi e groenlandesi, guidati da Julius Nielsen, e successivamente pubblicata sulla rivista\u00a0<em>Science<\/em>. Lo studio ha tenuto in considerazione i risultati di diverse analisi. Inizialmente i ricercatori hanno raccolto una parte della spina dorsale da uno di questi animali e, verificando l&#8217;assenza di anelli di crescita, utili per poter effettuare una stima della loro et\u00e0, hanno successivamente fatto ricorso alla tecnica di datazione al radiocarbonio per misurarla. In particolare \u00e8 stato analizzato il cristallino degli occhi di 28 esemplari di sesso femminile, giungendo cos\u00ec alla conclusione che la pi\u00f9 anziana era nata ben 392 anni fa, prima di Luigi XIV (1638). Se si tiene in considerazione la straordinaria longevit\u00e0 di questo eccezionale animale marino, non \u00e8 difficile immaginarsi che ogni fase della vita di questo squalo sia ampiamente posticipata rispetto a quella di altre specie pi\u00f9 comuni; la maturit\u00e0 sessuale della femmina avviene infatti dopo circa 150 dalla sua nascita. Ad oggi non \u00e8 ancora chiaro come questo abitante del mare riesca a vivere cos\u00ec a lungo: i biologi marini ritengono che l\u2019ambiente acquatico cos\u00ec freddo, come quello degli abissi del Nord Atlantico, del Nord America nonch\u00e9 quello della Groenlandia, possa garantire a questi animali una bassa temperatura corporea e quindi un metabolismo pi\u00f9 lento causando meno danni agli organi ed ai tessuti di questo animale. Nonostante lo squalo della Groenlandia, con i suoi 400 anni di vita, sia stato riconosciuto come il vertebrato pi\u00f9 longevo del pianeta, non bisogna dimenticare che il record appartiene agli invertebrati e, pi\u00f9 precisamente, alla vongola oceanica, la <em>Arctica Islandica<\/em>.\u00a0 Uno studio eseguito su un esemplare pescato nel 2006 sulle coste islandesi ha dato prova che il bivalve avesse l\u2019et\u00e0 di 507 anni. \u00a0Il fiore all\u2019occhiello, ancora in fase di studio, sembra per\u00f2 appartenere a quella che \u00e8 definita la medusa immortale, pi\u00f9 precisamente la <em>Turritopsis Nutricula<\/em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Turritopsis_nutricula\">.<\/a> La straordinariet\u00e0 di questo idrozoo sta nella sua capacit\u00e0 di riuscire ad invertire il ciclo vitale e quindi a ritornare ad uno stadio primordiale, forse rigenerandosi all\u2019infinito. La sensazionale scoperta di questo processo, che potremmo definire di \u201crinascita&#8221;, si deve ad un gruppo di ricerca di biologi marini italiani tra i quali ricordiamo il professor Ferdinando Boero, docente di zoologia e biologia marina presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Lecce, e Stefano Piraino, dell&#8217;Istituto Talassografico CNR &#8221;A. Cerruti&#8221; di Taranto. Il mare, gi\u00e0 troppe volte minacciato dall\u2019inquinamento e dalla \u201ccorsa\u201d alla ricerca di giacimenti petroliferi, \u00e8 in realt\u00e0 una culla in perfetto equilibrio che ha visto la vita nascere, anzi, l\u2019ha fatta nascere.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019apneista ama il mare, lo rispetta, lo vive sincronizzandosi con esso, lo sente parte di s\u00e9 e ne rimane affascinato ogni qualvolta lo osserva. 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